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PILATES: UNA POSSIBILE SOLUZIONE ALLA LOMBALGIA

METODO PILATES

Nasce agli inizi del ‘900 ad opera di Joseph Pilates, tale metodo si compone di una serie di esercizi codificati che spaziano fra quelli a corpo libero con tappetino (Matwork: 35 esercizi) e quelli del programma sulle macchine (Equipement program) fino quasi a raggiungere 500 esercizi nel suo complesso. Esso mira ad insegnare ad avere un controllo ottimale della muscolatura posturale: flessibilità, elasticità e mobilità articolare sono le capacità che intende sviluppare. Il concetto chiave è quello della postura e del rinforzo-consapevolezza della Power House. Nello specifico, vengono rafforzati quell’insieme di muscoli che aiutano a tenere il corpo ben bilanciato, la colonna vertebrale e il tronco stabili, al fine di proteggerli da infortuni e dagli effetti negativi della gravità.  Per Power House o Core andiamo ad identificare il gruppo addominali (Retto dell’addome, Obliqui esterni ed Interni, Traverso dell’Addome), multifido, pavimento pelvico, diaframma ed erettori spinali.

Pilates Reformer

COSA LO RENDE ADATTO AD UN LAVORO ADATTATO?

Tale metodo si basa su dei Principi Fondamentali che permettono di lavorare mantenendo la connessione mente-corpo. Tali principi sono: Concentrazione (favorisce il collegamento neuro-motorio), Controllo, Core stability, Respirazione, Fluidità, Precisione, Isolamento, Routine e sono proprio questi i cardini, associati a dei principi posturali, a renderlo indicato qualora sorgano dolori lombari e cervicali.

  • Il primo principio e il più basilare è la posizione del bacino, difatti è necessario isolare il bacino dalla colonna e dall’articolazione coxo-femorale. Bisogna individuare una POSIZIONE NEUTRA del bacino. Prendendo in riferimento le SIAS (spina iliaca antero-superiore), si va a formare un triangolo immaginario con la sinfisi pubica. Questo “triangolo” viene definito il triangolo di controllo, cioè prova che il bacino si trova in una posizione neutra quando è parallelo al suolo. Per posizione Neutra si richiede un leggero inarcamento della lordosi fisiologica, questo permetterà una corretta attivazione muscolare nel rispetto della fisiologia, “sfruttando” gli addominali come STABILIZZATORI, piuttosto che come flessori del busto e permetterà di coordinare la loro azione a quella della muscolatura dorsale. A confermare quest’ottica, dobbiamo ricordare che esiste un collegamento neurale fra i muscoli addominali e i muscoli paravertebrali, infatti nella vita embriologica condividono la stessa innervazione, pertanto durante la contrazione di uno, risponde sempre una co-contrazione dell’altro [1]
  • Secondo principio è la RESPIRAZIONE che deve essere diaframmatica. Tale muscolo è il nostro principale muscolo inspiratorio ed è costituito da una cupola la cui convessità aderisce al torace e da un ampio tendine centrale detto Centro Frenico, dal quale originano dei fasci che si inseriscono sullo sterno, sulle coste e sulle vertebre lombari, pertanto un suo “malfunzionamento” può condizionare la dinamica vertebrale (o viceversa)
  • Terzo principio è l’imparare a muoversi in ALLUNGAMENTO VERTEBRALE, ossia mantenere distanziati i due estremi della colonna (coccige e testa). La De Gasquet nel libro” Addominali Fermiamo il Massacro!” edito da Edi-Ermes, denuncia l’accorciamento ripetitivo del retto dell’addome, affermando che comporta conseguenze come prolassi ed incontinenze e raccomanda, invece, una contrazione isometrica, eseguita in allungamento vertebrale, opponendo gli arti senza mutare la neutralità del bacino.

TRASVERSO ADDOME, MULTIFIDO E DOLORE LOMBARE, C’E’ CORRELAZIONE?

Nel rachide lombare i muscoli multi-segmentari quali il multifido, il lunghissimo del dorso, il quadrato dei lombi e l’ileo lombare, sono i veri stabilizzatori. Studi elettromiografici hanno dimostrato che un ruolo fondamentale nella stabilizzazione del rachide è svolto dal muscolo trasverso dell’addome, che, insieme al muscolo multifido, può essere considerato il protagonista della stabilità lombare. Difatti si è dimostrato come la capacità di contrazione del multifido sia correlata a quella del trasverso, tanto che i soggetti che hanno una buona contrazione di quest’ultimo hanno una capacità di 4,5 volte superiore di contrarre il multifido[2].

Nei soggetti lombalgici, tramite risonanza magnetica, sono state dimostrate alterazioni della dimensione e della composizione dei tessuti a carico del multifido, mentre nel muscolo trasverso dell’addome, nei suddetti soggetti, si sono evidenziati ritardi di attivazione durante alcuni movimenti degli arti [3]. Pertanto tali studi dimostrano che la disfunzione muscolare nella lombalgia è soprattutto un problema di controllo neuro-motorio (= collegamento cervello-muscolo) dei muscoli profondi deputati alla stabilizzazione articolare segmentaria in particolare il multifido e, tra gli addominali, il trasverso dell’addome [4]

PILATES COME TRATTAMENTO ALLA LOMBALGIA?

Secondo le attuali raccomandazioni sulla gestione della lombalgia aspecifica cronica (CNLBP), la pratica del pilates è ampiamente utilizzata nel trattamento della lombalgia, in quanto ripristina la funzione dei muscoli coinvolti nella stabilizzazione lombo pelvica, cioè il Trasverso Addominale, Multifido, Diaframma e Pavimento Pelvico [5]. In letteratura scientifica abbiamo numerosi articoli che indagano sull’efficacia del Pilates nel trattamento alla lombalgia. Tale metodo viene preso in considerazione perché incentra il proprio lavoro sul core e, sappiamo che fa parte del core, anche il muscolo Trasverso dell’addome. Si sa infatti che il timing di attivazione del suddetto possa giovare al lombalgico ed in letteratura è stato sperimentato che protocolli di 6-12 settimane riducessero il dolore, migliorassero la kinesiofobia e l’attivazione del Trasverso [6]. In altri studi è stata condotta un’elettromiografia dei muscoli estensori della colonna, degli obliqui esterni e e del Trasverso dell’addome in gruppi composti da soggetti lombalgici aspecifici e dopo un trattamento di 8 settimane, l’elettromiografia ha denotato un miglioramento nel dolore, nella resistenza, nella flessibilità e nella forza dei muscoli del tronco e, nel gruppo dei lombalgici, sono diminuite le tempistiche rispetto al ritardo del timing nell’attivazione muscolare lombare, la quale si è “sincronizzata” con l’attivazione addominale proprio come nel gruppo di controllo (sog. sani) [7].Un altro studio ha indagato come l’attivazione indipendente del muscolo Trasverso  possa incidere sulla lassità dell’articolazione sacro-illiaca ed ha rilevato come una contrazione di questo muscolo possa stabilizzare l’articolazione qualora fosse lassa meglio che la contrazione degli addominali laterali.

Sara Romagnoli

LAUREATA IN SCIENZE MOTORIE – MASTER IN RIEDUCAZIONE FUNZIONALE

BIBLIOGRAFIA

[1]“Addominali senza rischio”, Blandine Calais Germain, Epsylon editrice

[2]” La relazione tra test trasversali nell’attivazione del trasverso addominale e il multifido in pazienti con lombalgia cronica”; Julie Hides; Google Scholar; 2011

[3] “Valutazione della relazione tra test di laboratorio e clinici della funzione addominale trasverso”; Paul Hodges, Carolyn Richardson; Google Scholar; marzo 1996

[4] “ Inefficenza muscolare nella colonna vertebrale lombare associata a lombalgia”; Hodge; Google Scholar; 15 nov 1996

[5] “Application of Pilates-based exercises in the treatment of chronic non-specificlow back pain:state of the art”; Eliks. M; PubMed; 12 gen 2019

[6] “Comparative effects of 12weeks of equipment based and mat Pilates in patients whit Chronic LowBack Pain on pain, function and trasversus abdominis activation. A randomized controlled trial”; Cruz-Diaz D; PubMed; 27 giugno2017

[7]”Effects of a Pilates protocol in individuals whit non-specific low back pain compqared whit healthy individuals: Clinical and electromyographic analysis”; Alves MC; PubMed;2019

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