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LA SALUTE È DI INTERESSE NAZIONALE

Lo sport deve ripartire in sicurezza ma senza lasciare indietro nessuno!

Sono l’amministratore della MyFitnessClub e sono da sempre dalla parte dello sport. Lo sport inteso sia come manifestazione agonistica ma anche come esperienza ludica, lo sport inteso come competizione ma anche come elemento fondamentale per un corretto stile di vita.

Il mio scopo come professionista del settore è l’affermazione dell’ideale sportivo e dei suoi valori morali e culturali e penso che oggi, anche a causa dell’emergenza sanitaria che stiamo vivendo, dovremmo impegnarci tutti per difenderlo.

In questa sede non voglio discutere sulla scelta giusta o sbagliata da parte del governo di fermare lo sport, ma è arrivato il momento che le istituzioni inizino a promuovere una vera cultura sportiva che passa prima di tutto attraverso un miglior stile di vita, che risulta essere fondamentale per la prevenzione alle malattie. Purtroppo, il messaggio che invece è passato con la chiusura di palestre, piscine e centri sportivi, è che l’attività fisica non è necessaria! Per questo motivo quindi penso sia fondamentale divulgare una cultura del benessere, dove il movimento è lo strumento essenziale per la salvaguardia della salute di tutti.

A questo punto è necessario chiarire a tutti il significato della parola “benessere”. Infatti, l’allenamento e quindi uno stile di vita attivo e sano, sono cose importanti e a volte passioni da coltivare, ma non devono assolutamente sfociare in qualcosa di ossessivo! È necessario quindi creare e promuovere un corretto stile di vita, sottolineando sia l’importanza del movimento e del mangiar sano ma anche l’importanza di un equilibrio psichico indispensabile per affrontare le difficoltà legate al cambiamento. La capacità di adattarsi è essenziale e va allenata per essere pronti nelle situazioni di emergenza.

Un altro aspetto da evidenziare in questo momento storico è legato certamente alle difficoltà economiche che Associazioni e Società Sportive, Palestre e Piscine, stanno affrontando con il protrarsi delle restrizioni che il governo ha attuato per contrastare la pandemia. Un intero settore rischia il collasso con gravissime conseguenze, sia economiche e sia sull’educazione psicomotoria dei più giovani. Il governo ha già fatto molto, come ad esempio garantire un bonus a tutti i collaboratori sportivi, ma non è abbastanza. Ciò che infatti mi preoccupa di più è legato al momento della riapertura, in cui avremo le spese a regime e incassi bassi.

L’emergenza covid-19 ha portato alla luce anche le innumerevoli fragilità del settore dello sport ed in particolare quello del fitness, dove lavorano più di 140.000 addetti con contratto di collaborazione sportiva e che aspettano da tempo una riforma che possa permettere loro di essere inquadrati diversamente. Ma non ci sono solo i collaboratori ad aspettare nuove norme, infatti anche noi gestori di palestre e centri sportivi chiediamo da tempo aiuti per far crescere il nostro settore, come ad esempio la detraibilità della spesa per l’attività sportiva oppure l’introduzione della ricetta sportiva, con la quale il medico prescrive l’esercizio fisico per prevenire o curare alcune patologie o piuttosto campagne di sensibilizzazione che promuovano l’attività fisica come principale motore per un corretto stile di vita.

Purtroppo, in questi mesi sono emerse anche altre criticità, quelle di un settore che non sempre ha dimostrato di rappresentare lo sport che dovrebbe essere ispirato all’etica della responsabilità, alla solidarietà e al fair play, quale elemento della cultura degli uomini e dei popoli. Io penso che lo sport sia una cosa seria e come tale va gestita. Stiamo assistendo ad una frattura in cui troviamo da un lato lo sport di serie A (quello di interesse nazionale) che prosegue la sua attività nonostante la crisi sanitaria ed uno di serie B che invece è bloccato da oltre due mesi e non sa nemmeno quando potrà ripartire. Penso che l’unica cosa veramente di “interesse nazionale” sia la salute di tutti!

In questo panorama confuso e pieno di incertezza poi ci sono alcune strutture che pur di continuare con la propria attività, incentivano il tesseramento agonistico dei propri utenti così da giustificare il prosieguo degli allenamenti. In questo modo ci troviamo da una parte strutture che hanno continuato la loro attività semplicemente tesserando i propri “atleti” come “atleti di interesse nazionale” e altre chiuse senza alcuna alternativa. Questa situazione è stata addirittura oggetto di un servizio andato in onda su “Striscia la notizia” che ha evidenziato la confusione che c’è nel mondo delle palestre e dei centri sportivi. Una realtà, quella del fitness, poco regolamentata e dove purtroppo ci sono molti gestori che approfittano di questo clima di incertezza per fare quello che vogliono. Ma il problema non è solo dettato dalle azioni messe in atto per aggirare le restrizioni, ma anche alla poca solidarietà che si dimostra tra noi gestori che spesso sono pronti a giocare da soli la “partita” contro le istituzioni pur di portare avanti il proprio lavoro, danneggiando però l’immagine di tutti.  Provate a vedere la conclusione del servizio di “Striscia la notizia” dove i due conduttori ironizzano su abbonamenti annuali e soldi buttati al vento: non è certo una bella immagine! Forse questo è quello che ci meritiamo se non incominciamo tutti a prendere sul serio il nostro lavoro. Sono convinto che è arrivato il momento di far capire a tutti che il nostro lavoro è “cosa seria”.

Le istituzioni non possono non tenere conto di tutte queste cose e devono capire che questo è il momento giusto per spronare le persone ad intraprenderei un cambiamento verso uno stile di vita corretto, dove il movimento è l’elemento essenziale per migliorare la propria salute. Consigliare istruttori qualificati e strutture professionali, dovrebbe essere la “prescrizione” che ogni medico dovrebbe fare per tutelare la salute dei propri pazienti.

È arrivato il momento che tutti si schierino dalla parte dello sport, quello serio fatto di valori veri e soprattutto di persone che lottano ogni giorno affinché il mondo sia un posto migliore.

Marco Paolinelli

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